...... piccolo diario......mese di marzo 2014

   ...dal quotidiano "Il GAZZETTINO" -Redazione di Belluno

Comelico al voto per passare con
il Trentino: quorum non raggiunto

BELLUNO - Quorum non raggiunto nel referendum tenutosi nel comune bellunese di Comelico Superiore per il passaggio dal Veneto al Trentino Alto Adige. Alla chiusura dei seggi - secondo i dati comunicati dal Comune - i votanti sono stati il 37,79% degli aventi diritto, pari a 913 elettori su un totale di 2.416. Perché la consultazione risultasse valida dovevano recarsi alle urne il 50% più uno degli elettori complessivi, ovvero almeno 1209 votanti.

Domenica 30 Marzo 2014

 

martedì 25 marzo - ...questo il nostro "inverno".

lunedì 24 marzo

...l'inverno c'è!

Questa mattina più di 30 cm. di neve fresca e temperature basse. Ricominciamo a "sbadilare"!

domenica 23 marzo ore 12

...le previsioni meteo non sbagliano.....nevica!

...incomincia "la preparazione" per le prossime elezioni amministrative.

 

...dal "Corriere delle Alpi" - redazione di Belluno del 21 marzo

Belluno è la seconda provincia più felice del Veneto

L’indagine iHappy 2013 pubblicata a Wired studia i sentimenti di felicità e tristezza degli utenti del web. Più felice di Belluno solo Rovigo e Treviso

BELLUNO. L’aria di montagna non fa bene solo alla salute ma anche all’umore. Sarà per questo che la provincia di Belluno è tra le più felici del Veneto, l’unica in cui il tasso di felicità è in crescita. A decretarlo è la ricerca iHappy 2013 curata da Wired. Un’analisi puntuale dell’umore del web attraverso i contenuti Twitter condivisi dagli utenti. L’indagine studia i sentimenti positivi o negativi di tutta Italia, provincia per provincia, e individua i momenti più felici e più tristi vissuti nelle diverse regioni.

Si scopre così che una delle giornate più tristi per utenti di Twitter in Veneto è il 20 gennaio 2013, giorno in cui una valanga a Vigo di Cadore uccise un escursionista. Sono ovviamente moltissime le variabili che influiscono sui sentimenti del web ed è impossibile correlare i due dati in modo automatico. Ma allo stesso modo viene sottolineato come il giorno più felice dell’anno, il 3 ottobre, coincida con la partenza delle “notti trevigiane” con concerti jazz e negozi aperti.

Il focus sulla dimensione provinciale consente invece di scoprire che Belluno si piazza in seconda posizione in Veneto nella classifica delle province più felici. È la 78esima a livello italiano con un indice di felicità del 55.5%. L’unica in cui il tasso di felicità è in ascesa: nel resto della regione le percentuali sono in calo. Più felici dei bellunesi solo i rodigini e i trevigiani con il 61%.

Basta il sole per essere in "buona compagnia" all'alpe di Nemes.. ...l'allegria con fisarmoniche e canti, in tedesco, di una compagnia arrivata dalla Svizzera...
...anche il gestore del rifugio ci mette del suo... ...sui costoni ripidi le alte temperature fanno scendere le slavine. Così si fa una passeggiata e si trascorre qualche ora ma bisogna passare appena il confine con la Pusteria, da noi, in Comelico...niente!

Il piacere di trovare in vari luoghi la locandina pubblicitaria della azienda appartenente alla famiglia della nostra comunità, Bettina Piazza, che ha sviluppato tutto il ciclo: uova, polli ruspanti, galline da brodo.


 

Giornate calde e piene di sole, si incominciano a vedere alcune chiazze di prato sui nostri pendii esposti.
Siamo in tanti sulla strada per Costalta a fare quattro passi.

16 marzo 2014

Così la slavina che copre completamente la galleria ed anche una parte della carreggiata della strada del "Cianà" che porta alla Val Visdende.

Altre, piccole, sono disseminate lungo il tragitto.

Dai giornali locali si legge che probabilmente sarà riaperta per il prossimo fine settimana.

Per chi scia nel nostro Comelico e nella vicina Pusteria queste sono le date di chiusura degli impianti previste:

Padola  30 marzo

S.Candido-Baranci  30 marzo
Sesto-Monte Elmo   6 aprile
Sesto Croda Rossa  21 aprile

...passano per mano ricordi storici quasi dimenticati.

Qualcuno ha conservato l'epigrafe riguardante la scomparsa di don Innocente che è stato fra i più "antichi" mansionari a Costalissoio.

In questo mese ricorrono 112 anni dalla morte.

martedì 11 marzo

Bel tempo, giornate primaverili, scorre l'acqua nelle grondaie ma....ancora tanta la neve nelle situazioni a nord. In molti tentano di "esorcizzare" l'inverno con lo spargimento lungo gli spazi assolati.

...così da "la Conquista" della parrocchia di S.Stefano e Costalissoio-Casada...

 

...ci chiediamo: nevicherà ancora? Speriamo proprio di no ma l'anno scorso, sul sito....

              

lunedì 18 marzo 2013 - pomeriggio

Siamo in pieno inverno, nevica dalla notte scorsa e abbiamo circa 45 cm di neve pesante.

Mascherata a Costalissoio 2 marzo su youtube

mini video su YouTube di Mattia Cesco      parte 1^         cliccare sull'immagine 
mini video su YouTube di Mattia Cesco      parte 2^         cliccare sull'immagine 
mini video su YouTube di Mattia Cesco      parte 3^         cliccare sull'immagine 
Con le immagini di Mattia...

Organizzata dal gruppo "Kei da Costlisögn" da "I ragazzi del pallone"e dalla Regola di Costalissoio, la manifestazione ha visto la partecipazione di paesani e "vicini", dagli abitanti le seconde case. Hanno animato  la riuscita festa, le maschere che hanno presenziato alla "Mascrada d San Valentin" di S. Nicolò con  sfilata per le vie del paese, musica e balli in piazza, ecc..

                                                                                                                                                  cliccare sull'immagine >>>

Mascherata a Costalissoio 2 marzo

Il tempo ci ha riservato un pomeriggio discreto e così si è svolta con partecipazione di maschere e pubblico la bella manifestazione.
Nei prossimi giorni con le immagini e filmati del ns. Mattia Cesco documenteremo in dettaglio.

domenica 2 marzo

...posto che ne sentissimo la mancanza, siamo stati accontentati anche oggi.

Iniziamo la giornata "sbadilando" come al solito.

Aggiornata la pagina de "Il Comelico" - "Algo podasone ese anche nei" del 1952 dove si parla del progetto della Diga in Val Visdende e delle acque del Comelico. Si parla anche della ValGrande e delle sue acque solforose. Riporto su questa pagina i due articoli perchè a distanza di oltre cinquat'anni è interessante "ricordare".

"La SADE ed il bacino idroelettrico della Valle Visdende"

Problema complesso e grosso quello del Bacino idroelettrico della Valle Visdende ! Oggetto di giu­stificato allarme da parte di tutta la popolazione del Comelico ed in principal modo per i Comuni di Comelico Inferiore, ed oggetto an­che di discussioni e commenti e di particolare interessamento. Anche nel mese scorso, nella sala consiliare del Municipio di S. Stefano, ha avuto luogo una importantissima riunione, nella quale, l'ap­posita Commissione di Istruttoria per gli impianti idroelettrici ha illu­strato la domanda della SADE di­retta alla costruzione d'una grande Centrale elettrica in località “Ponte della Lasta” e per il funzionamento della quale verrebbero raccolte le acque del fiume Piave, con i suoi affluenti: Silvella, Frison, Digon, Padola e Mauria. Tale importante progetto è col­legato con il serbatoio di riserva che dovrebbe esser costruito nella Valle Visdende. Erano presenti alla riunione gli Onorevoli Corona e Giorgio Bettiol, i Consiglieri Provinciali del Comelico, il Cav. De Zolt anche in rap­presentanza della Magnifica Co­munità Cadorina, tulli i Sindaci del Comelico, quello di Auronzo, tutti i Presidenti delle Regole del Comelico, nonché numerose altre per­sone interessate e che hanno nella zona opifici azionati idraulicamente. Il Sindaco Fontana di S. Stefa­no, ha dato lettura di una ampia e dettagliata relazione tecnica nella quale sono stati messi in evidenza i danni che. con il Bacino idroelet­trico della Valle Visdende, deriverebbero ai Comuni maggiormente interessati di S. Stefano, S. Pietro e Danta, relazione che ha trovato non solo la piena comprensione, ma anche la solidarietà di tutti i con­venuti, i quali hanno firmato la op­posizione, diretta al Ministero dei Lavori Pubblici - Divisione Acque ed Impianti Elettrici, tramite il Ge­nio Civile di Belluno. Hanno parlalo gli Onorevoli Bettiol e Corona. quest'ultimo anche a nome dell' Onorevole Riva e del Senatore Tissi, dal quali aveva mandato verbale di rappresentarli, entrambi promettendo il loro mas­simo interessamento. Trascriviamo integralmente la dettagliala esposizione del Sindaco del Capoluogo del Comelico:

A nome dei Comuni del Comelico e di quello di Sappada espon­go quanto segue, chiedendo che ciò sia inserito nel verbale di istruttoria. La presenza di così numerosi rappresentanti dei nostri paesi a questa istruttoria rende evidente la importanza che ora viene attribuita al fattore acqua. Se ci riportiamo al 9 settembre 1925, quando ebbe luogo analogo convegno per l'identico problema, e ricordiamo che allora vi partecipa­rono due sole persone, e precisa­mente il Sindaco di San Pietro e quello di Sappada, si deve dedurre che in questo frattempo si è adegua­tamente sviluppata nei nostri abi­tanti una coscienza idraulica. Essi hanno finalmente capito quale im­mane ricchezza è racchiusa nell'ac­qua di questi innumerevoli ruscelli, che, scendendo dai frastagliatissimi spartiacque, man mano si raccoglie nelle diverse conche per poi precipitare entro gole e dirupi nelle in­cassate valli rumorosamente, ma purtroppo ancora inutilmente.

Proibito toccare quell'acqua perchè è tutta venduta.

Infatti dal 1922 tutti i corsi di acqua di queste valli sono in privi­legio delle Società Idroelettriche. Il privilegio arriva al punto che di detta acqua viene negato l'uso per bere. (v. Decreto Ministero Lavori Pubblici). Per i corsi d'acqua minori posti a monte delle grandi derivazioni che la iniziativa locale tentava di utilizzare con regolare richiesta, in­terveniva una ben congegnata organizzazione politica per far desti­nare la concessione a favore di So­cietà Idroelettriche (Risina - Pa­dola - Frison) anziché agli Enti locali ed il bacino idroelettrico della VALLE VISDENDE.

Il sistema politico del ventennio è valso anche a far rinunciare al Comune di S. Stefano Cadore, at­traverso il suo Podestà, all' ener­gia riservatagli come rivierasco, con la scusa che la linea di trasporto era troppo costosa: ma nessuno degli Amministrati fu allora inter­rogato per conoscere se era consi­gliabile rinunciare agli 664 mila Kwh effettivi che a L. 10 corri­spóndono a L. 8.640.000 annui di fronte a L. 1 milione che il Comune dovrebbe ora pagare alla SADE al prezzo di costo. Tentativi fatti in passato per in­dustrializzare le nostre valli sono finiti nel nulla perché l’acqua era indisponibile. Nell’immediato dopoguerra una grande industriale laniero si proponeva di estendere in questi luoghi che sarebbe riuscita provvidenziale per queste popolazioni, ma dovette desistere dal proposito perché l’acqua che gli serviva per forza motrice era indisponibile. Ora improvvisamente, dopo 30 anni di privilegio passivo, il privilegio diventa attivo, non certo a favore degli abitanti di queste valli, ma a favore di un complesso azionario idroelettrico, il quale in nome dell’interesse collettivo nazionale, farà finalmente tacere il fragore di queste acque, per obbligarle a produrre elettricità, trasportando lon­tano l'energia ricavata, vendendola a suo profitto forse anche in paese straniero.Di fronte a questo stato di fatto stanno elementi di diritto. Diritto di vita, prima di tutto, che scaturisce da quello che hanno queste popolazioni di ritrarre dai beni naturali del proprio suolo il proprio sostentamento: i boschi, i pascoli, le acque. Questi beni sono interdipendenti ed inalienabili, per queste popolazioni di montagna che vivono soltanto con essi. Non biso­gna dimenticare che la zona abi­tata da queste valli si sviluppa tra i 900 e 1400 metri sul livello del mare. dove l'agricoltura è rappre­sentata da pascoli e dai prodotti del bosco, per lavorare il legname occorre l'energia idraulica e per sviluppare il turismo è necessario non deturpare il paesaggio con pan­tani o rivi secchi. Che tutto questo fosse indispen­sabile a queste popolazioni lo rico­nobbe esplicitamente la Repubblica Veneta attraverso il Decr. 21 genn. 1663 con il quale veniva costituito il privilegio della libera disponibilità delle acque di questo territorio. Purtroppo da allora le condizio­ni non sono migliorate, anzi in rap­porto al progresso verificatosi nel frattempo in tutte le altre contrade, si deve constatare che questa stasi corrisponde ad un regresso. Di qui la ragione per cui queste popolazioni, attraverso i parlamen­tari qui invitati, chiedono alla Na­zione in nome della quale le So­cietà Idroelettriche dichiarano di operare, di non volerle depauperare di questi ultimi beni che sono la sola ragione che le trattengono arram­picate quassù.

Molto si è scritto e promesso in prò della Montagna, ma ben poco si è fatto.

Queste popolazioni chiedono, a questo proposito, che tra i beni ina­lienabili pervenuti a queste popola­zioni in virtù di antichi laudi e sta­tuti sia compresa anche l'acqua in consegna del citato Decreto della Repubblica Veneta, nel senso che, senza turbare il concetto della demaniabilità delle acque, sia riser­vata agli abitanti della Comunità Cadorina la prelazione sull'uso del­le acque stesse, ottenendo in cam­bio speciali diritti di più diretto ed ampio beneficio che non sia quello sanato dalle Leggi normali dello Stato. La quale cosa non creerebbe per esse Leggi, un precedente dan­noso in quanto la situazione della Comunità Cadorina è del tutto speciale. In conseguenza di ciò, mentre mantengono la riserva di far ricorso al Tribunale Superiore delle Acque, i Comuni e le Regole interessati domandano al Ministero dei LL PP. che il non ancora pubblicato Decreto 5 luglio 1940. n. 2588. con il quale attraverso l'istruttoria 9 settembre 1925 veniva concesso alla SADE di derivare a scopo idroelettrico dal Torrente Silvella Visdende e dal Piave ed Acquatona, sia dichiarato senza effetto fino a quando non sia esperita una nuova istruttoria attraverso la quale gli interessati possano far valere gli accennati diritti di prelazione e con­seguenti, risultando del tutto ina­deguata la riserva di energia pre­disposta nel relativo disciplinare (Il ventesimo della portata minima, na­turale continua) e, mentre confer­mano le opposizioni già presentate dai singoli Enti locali del Comelico e di Sappada. chiedono il termine di mesi tre dalla data di notifica del verbale della presente istruttoria . per poter documentare tutte le as­serzioni indicate nella presente dichiarazione e presentare un proprio progetto di utilizzazione idroelettrica a norma dell'art. . 10 del T.U. 11 dicembre 1933. n. 1775. onde poter con essa soddisfare le necessità vitali di queste vallate, presumendo che la richiesta soddisfi ad....

Pionieri a VALGRANDE

Si è aperta ora la stagione turistica; da ogni parte accorrono i villeggianti per ammirare la bel­lezza magnifica e l'imponenza pa­noramica di questa località. . Sentiamo perciò di dover rendere pubblico tributo alla memoria ai  pionieri che per primi ne intuirono l’ avvenire, ivi richiamando coi loro sforzi non sempre coronati da suc­cessi, i primi visitatori.

Tita De Martin, benemerito con­servatore, paziente ed appassionato raccoglitore di documenti storici ri­guardanti la nostra terra Comelicese, si scuserà se una volta tanto tentiamo di invadere un campo( meritatamente suo !)

Vuole la leggenda che Catullo giunto da Roma a Verona, sua città natale, mentre era in viaggio con gli amici Romani, per recarsi alla caccia nelle alte Valli Bavaresi, si sia con questi trovato in discordia, ed abbia pre­ferito salire la Valle del Piave. Vuolsi an­che che Claudia, sua non sempre fedele amica, lo abbia seguito essendole stato a Roma ucciso il fratello in una rissa di fazione, e che alle sorgenti di Valgrande, assaporando l'odore sulfureo dell'acqua, ab­bia voluto in essa bagnarsi.

Qualche maligno aggiunse che due pa­stori nascosti tra i pini ed i rododendri si siano divertiti ad ammirare l'insolito pano­rama e le procaci forme della bella Romana. I pastori ai giorni nostri si meraviglierebbero alla vista di così inusitato spettacolo e per aggiunta gratuito così come oggi tutto e a pagamento. Quanto vi sia di vero nella leg­genda non lo potremmo dire: ci sovviene tuttavia che scartabellando molti anni fa in compagnia del compianto amico Giulio Cesco, una enciclopedia, trovammo che quelle sor­genti erano conosciute sino da quei tempi e dallo stesso Catullo.

Veniamo ora ai tempi nostri e facciamo un po' di storia contemporanea che « ciò che desideriamo fare. Fino dal 1680 Virginio Zambelli aveva, su incarico dell' Amministra­zione Comunale, esteso un grandioso progetto di stabilimento termale e vi aveva riservata a questo un'ampia arca nei pressi dell'attuale albergo Vittoria, ma... come molti progetti, è rimasto sempre allo stato di progetto. Ed ecco che pochi anni appresso, il maestro Valentino Pocchiesa, benché gravato di fami­glia, inizia nei pressi delle Sorgenti stesse, una costruzione in legno a due piani. Ba­gnanti e visitatori vi affluivano dai molti paesi vicini e lontani. Ivi si godeva una pace gaia e sembrava che in ognuno di noi, la vita si rinnovasse ed acquistasse energie sconosciute.

Rimpatriati dall'alta Valle dell'Inn, se­guirono al buon Pocchiesa i fratelli Festini Prina. Giuseppe con un piccolo impianto balneare , e Taddeo con la costruzione dei bagni, Albergo Vittoria, seguiti poi da Amati Primo con una prima costruzione ceduta poi a Battista Pellegrini ed in seguito con l'at­tuale albergo Valgrande e villini circostanti. Non possiamo dire che il Villaggio Alpino della Federazione Fascista Trevigiana ed at­tualmente gestito dai Salesiani abbia portato a Valgrande miglioramenti di qualsiasi ìn­dole, anzi tutt'altro.

Chiudiamo augurandoci che il Comune voglia provvedere a mi­gliorare lo stato di desolante ab­bandono in cui si trovano le sor­genti sulfuree dando ad esse un conveniente aspetto e che ancora i nostri pastori possano ammirare le belle Romane, seppure provviste di costume da bagno, bagnarsi tra i pini ed i rododendri.

Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio

Servizio Centro Meteorologico di Teolo
 

Stazione Costalta
Provincia BELLUNO

Valori giornalieri nel periodo 01/02/2014 - 28/02/2014

 

Data (gg/mm/aa) Temp. aria
a 2m
(°C)
Pioggia
(mm)
  med     min     max   tot
01/02/14 0.5 -0.2 1.6 27.4
02/02/14 1.5 0.3 3.5 15.0
03/02/14 1.4 0.3 3.8 4.2
04/02/14 1.2 -0.1 2.1 5.2
05/02/14 0.6 -0.2 2.0 1.6
06/02/14 0.7 -0.8 3.4 0.4
07/02/14 0.2 -0.7 2.2 15.6
08/02/14 0.7 -0.9 4.2 0.8
09/02/14 -0.7 -4.9 2.0 12.8
10/02/14 -2.6 -5.5 -0.2 14.6
11/02/14 0.1 -1.2 1.9 7.4
12/02/14 -0.5 -5.3 7.6 0.0
13/02/14 -2.2 -6.9 3.1 5.2
14/02/14 -0.7 -4.0 6.7 0.4
15/02/14 -0.6 -5.1 8.4 0.0
16/02/14 2.1 0.2 4.5 7.0
17/02/14 1.0 -0.3 3.6 15.8
18/02/14 1.0 -2.5 6.4 0.0
19/02/14 0.6 -0.3 2.0 36.0
20/02/14 1.0 -1.4 4.6 5.6
21/02/14 1.8 -2.0 6.6 0.0
22/02/14 -0.6 -4.2 2.3 29.2
23/02/14 -1.6 -6.6 7.7 0.0
24/02/14 -0.9 -5.8 6.7 0.0
25/02/14 -0.2 -5.3 5.3 0.0
26/02/14 1.3 -0.6 5.9 0.2
27/02/14 1.0 -1.3 4.9 1.0
28/02/14 0.0 -2.5 5.0 0.0