avvenimenti di 50 anni fa ....... 1971

...questi gli accadimenti e gli argomenti di cui si parla in quest'anno, tratti dal:

Bollettino Parrocchiale " LUNGO LA VIA"   1971 -redatto da don Aurelio Frezza

.... per "non dimenticare".

...pricipali argomenti trattati:

LA CRESIMA

I 20 ANNI DELLA PARROCCHIA

STORIA DELLE NOSTRE CAMPANE (ANCHE DI CASADA)

L 'ELETTRIFICAZIONE DELLE CAMPANE

L’ACQUEDOTTO DI MELIN

CHIESA IN VAL VISDENDE

DECEDUTI

 

...del marzo 1971

 

LA CRESIMA

|Posso accontentare i ragazzi e le famiglie, che continuamente mi assillano, col dire che, previo accordo intervenuto con il Vescovo, la Cresima è stata fissata per la festa della SS. Trinità, che ricorre quest'anno il 6 giugno.

 L’insistenza, con cui mi si sollecita a precisare se e quando sarà fatta la Cresima, dipende, per le famiglie, dalla preoccupazione di veder invecchiare troppo i loro figlioli e, per questi, dall'aspettativa dei regali che i padrini faranno loro.

| Io invece penso che la maggior preoccupazione dovrebbe essere quella di vedere ragazzi preparati e meritevoli.

Temo infatti che qualcuno mi darà dei grattacapi. Questi, pochi per la verità, che non partecipano alle lezioni domenicali di dottrina Cristiana e che anche a scuola non prestano la dovuta attenzione, difficilmente saranno disposti a trarre profitto dal corso di preparazione che verrà fatto. E allora? Li dovrò giudicare preparali e

meritevoli lo stesso, al momento della ammissione alla Cresima?

Le loro famiglie o vorranno pretendere che chiuda un occhio oppure alzeranno le spalle brontolando: se non vuole ammetterli, faccia di meno, tanto...

Io non condivido certe teorie moderne che ci vengono a dire che il ragazzo non deve essere costretto a studiare, che deve essere promosso senza esami, sappia o non sappia, che tutti hanno diritto di andare avanti, meritevoli o non meritevoli.

Credo che valga sempre quella raccomandazione del Vangelo: non si devono gettare le margherite (pietre preziose che qui valgono per i Sacramenti) ai porci. La parola è forte, ma rende l'idea.

Capite dunque quale sia la mia preoccupazione. E vorrei che questa impegnasse seriamente anche i ragazzi e le famiglie.

Saranno ammessi al corso di preparazione i ragazzi nati nel 1958-1959-2960-'61: complessivamente numero 37, di cui 10 di Casada e 27 di Costalissoio.

Le considerazioni fatte sopra valgono anche nei riguardi dei neo-Comunicandi.

 

I 20 ANNI DELLA PARROCCHIA

Abbiamo visto, nei bollettini precedenti, quale sia stato l'evolversi del paese di Costalissoio quanto a organizzazione ecclesiastica.

Nel 1548 questo paese ottiene l’autorizzazione a costruire una propria chiesa, servita dai sacerdoti di S. Stefano. Nel 1794 chiede ed ottiene l’assegnazione di un mansionario residente. La mansioneria resta scoperta con la partenza di Don Angelo Arnoldo. (1934).

Ora, anche per l’erudizione delle nuove generazioni, crediamo di dover riassumere i fatti di quest'ultimo ventennio.

Quando sul Bollettino interdiocesano. apparve, fra le future erigende parrocchie, anche Costalissoio, ci si affrettò a ricoprire la Mansioneria con la nomina di Don Riccardo Strim (1948), stilando un apposito capitolato dei diritti e doveri, firmato da don Nicolò Bortolot, Don Riccardo Strim, che accetta, nonché dai Capi-Frazione Valentino Somià e Lorenzo Comis.

Le due Amministrazioni frazionali si impegnavano di pagare al Mansionario lire 22.700 mensili.

Ma intanto maturavano i tempi per la parrocchia, in quanto si desiderava staccarsi da S. Stefano, e avere tutti i servizi religiosi sul posto.

Ed ecco che 116 Capifamiglia, previ accordi con la Curia di Belluno, inoltrano un esposto all’Amministrazione regoliera (Commissario Serse Baldovin) per chiedere il sollecito svolgimento delle pratiche necessarie per l’erezione in parrocchia dell’attuale mansioneria.

Ottenuto il parere favorevole del l'assemblea dei regolieri, il Commissario (18 ottobre 1950) adottava la deliberazione n. 100 con la quale si chiedeva alla Superiore Autorità Ecclesiastica la costituzione della Parrocchia, assicurando al futuro Parroco l’uso gratuito della casa canonica e un trattamento economico pari allo stipendio base di un segretario comunale di 8° cat.

E’ da notare che questa decisione faceva seguito ad antecedente impegno del Comune prima, della Regola poi, che si sono sempre ritenute in dovere di provvedere alle spese di culto per l'assistenza della popolazione.

Per capire questo impegno, bisogna risalire al 1870, epoca dell'incameramento dei beni ecclesiastici, quando i beni appartenenti alle quattro chiese, con una transazione particolare, furono fatti apparire come appartenenti al Comune, per sottrarli al Demanio. Questa sorte ebbero i boschi di Pinié, i cui proventi per antica destinazione erano riservati alle spese delle chiese di S. Stefano, di Costalissoio, di Casada, e il bosco Nero, detto della Madonna. che serviva per mantenere la chiesa di Campolongo.

Riprendendo il filo, vediamo che la deliberazione commissariale veniva approvata dalla Giunta Provinciale Amministrativa il 9 novembre 1950.

L’Ordinariato Diocesano, al quale la delibera era stata inviata, riteneva sufficienti le garanzie offerte e procedeva alla emanazione del Decreto Vescovile il 21.12. 1950, con il quale si smembrava dalla parrocchia di S. Stefano il territorio e la popolazione ivi residente, che oggi costituisce la parrocchia di Costalissoio-Casada.

Perché, ci si è domandato, si è voluto includere anche Casada? Oltre che per ragioni pastorali e razionale distribuzione dei compiti e del lavoro, si è inclusa Casada in seguito ad una petizione della maggioranza dei capifamiglia di quella frazione (che esiste agli atti). La minoranza, che propendeva a mantenere i legami con S. Stefano e contestava la validità delle firme della maggioranza, ha dato luogo a qualche noia e ha impedito che, finora, l’Ente Regola accettasse e convalidasse lo operato della Curia Vescovile.

E’ rivelatore di una situazione contrastata, dove figuravano più motivi di prestigio, di interesse, di conservatorismo, che non motivi di ordine religioso, il fatto che anche il Consiglio Comunale praticamente non diede la sua approvazione per la nuova parrocchia, e soltanto nel maggio 1955, quando era in via di definizione la parrocchia di Campolongo, fu, diciamo cosi, costretto a dare il proprio parere favorevole per corredare la domanda da inviarsi al Ministero degli Interni a suffragio della opportunità e convenienza della erezione di una nuova parrocchia.

Sempre in data 21.12.1950 il Vescovo nominava il Primo Parroco nella persona di Don Riccardo Strim. Le cerimonie per l'inaugurazione della parrocchia e della casa canonica e per l'insediamento del Parroco seguirono subito dopo (si capisce che tutti avevano fretta di arrivare al fatto compiuto) e dovevano essere mantenute «per ovvie ragioni nei limiti più modesti » e si svolgevano in assenza delle Autorità Comunali, che si erano rifiutate di intervenire per non avere avuto «nessuna comunicazione ufficiale da chicchessia in merito alla erigenda Parrocchia ».

Si sa che questa comunicazione ufficiale non era stata fatta, perché si conosceva a sufficienza l'ostilità dell'autorità civile locale, che si era adoperata in vari modi per dissuadere e ostacolare i responsabili che, con il pieno appoggio della Curia, lavoravano (nell’ombra, si diceva) per ottenere la costituzione della parrocchia.

Intanto il Ministero degli Interni, avendo con comodo esaminato la domanda del Vescovo di Belluno e la documentazione annessa e nonostante la mancanza del parere del Comune, riconosceva agli effetti civili la nuova parrocchia, come descritta nel decreto Vescovile e la erigeva in ente morale.

Il Decreto Ministeriale veniva rilasciato in data 22.3.1954 con le firme di Einaudi Presidente della Repubblica e di Scelba, Capo del Governo e veniva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che è la raccolta delle Leggi e dei Decreti della Repubblica Ital.

*****

Quanto all’onere finanziario (trattamento economico al Parroco, che con la delibera del 18.10.150 la Regola si addossava, è da precisare che l'Amministrazione si trovava di fronte a due soluzioni:

1 ) destinare una somma da convertirsi in Titoli di Stato o dei beni immobili, il cui reddito annuo (allora L. 50.000) andasse a beneficio del titolare della parrocchia: in tal caso la Direzione del Fondo per il Culto avrebbe assegnato il così detto Supplemento di Congrua mensile per completare il minimo indispensabile al mantenimento dell'investito.

Questa soluzione scelse la Regola di Costalta al momento della erezione di quella parrocchia.

2) oppure stabilire un assegno mensile sufficiente e sicuro, come si era fatto sempre con il Mansionario, da erogarsi dalla Regola. In questo secondo caso il Fondo per il Culto non sarebbe intervenuto con il supplemento di Congrua.

Si è preferito adottare questa soluzione che, per il momento, sembrava meno onerosa | meno laboriosa. Analoga soluzione scelse la Regola di Campolongo nel 1955, quando anche quel paese chiese e ottenne la costituzione della parrocchia.

Ora le due amministrazioni hanno iniziato una pratica presso il Ministero degli Interni tendente ad ottenere la concessione del supplemento di Congrua, a parziale sgravio dell'onere a suo tempo assunto.

 

del maggio 1971

 

Ancora della Cresima

Mi meraviglio che ci siano ancora Parroci e Parrocchie, che magari passano per la maggiore, che continuano nell'amministrare i Sacramenti della Prima Comunione e della Cresima nella stessa giornata.

Mi si è fatto vedere un ricordino, in cui il tal bambino segnalava ai suoi parenti il fausto giorno della sua Prima Comunione e della sua Cresima, per suggerirmi quindi di fare altrettanto. Se così si continua a fare nella tal grossa parrocchia, perché non si può fare altrettanto nella piccola parrocchia di Costalissoio e Casada? Ne guadagnerebbe il bambino, che così si metterebbe a posto una volta per sempre, ne guadagnerebbe la famiglia che incontrerebbe minori spese, ne guadagnerebbe il Parroco stesso che, con un unico corso di preparazione e una sola giornata di cerimonie, si libererebbe da due preoccupazione con temporaneamente.

Invece, no.

A parte il fatto che così facendo si continua a non applicare le disposizioni emanate dopo il Concilio Vaticano secondo, sta l'altro fatto che si continua a non capire l'importanza dei due Sacramenti, che hanno funzioni diverse e a ignorare la psicologia del soggetto, al quale i due Sacramenti sono destinati e vanno conferiti secondo la capacità conoscitiva e secondo l'evoluzione della personalità.

I due Sacramenti in parola, come del resto il Sacramento del Matrimonio, devono costituire delle tappe, a cui il ragazzo deve aspirare, (e non è di poco conto questa aspirazione, sulla quale si può utilmente operare) dei momenti della vita in cui il ragazzo è chiamato a riflettere e a caricarsi di vitalità spirituale, dei punti di partenza, sui quali lo stesso deve far leva per sviluppare la sua personalità cristiana, secondo gli impegni o promesse fatte, che di volta in volta richiama e riconferma.

Dunque, per la natura stessa del Sacramento e per gli impegni che comporta, siamo in un clima di serietà, dal quale vanno bandite le vedute umane o i motivi festaioli. In questo clima di serietà rientra anche la designazione dei padrini.

Qualcuno si è chiesto se non siano da eliminare i padrini, quando si constata che spesso questi non rispondono affatto ai requisiti richiesti.

La logica domanda infatti che i padrini siano dei buoni cristiani, secondo la morale cristiana: non basta che siano dei buoni uomini o delle buone donne, secondo la morale umana o mondana, che spesso fa a pugni con quella cristiana.

Che funzione possono svolgere, nella educazione cristiana dei propri figliocci, padrini che sono cristiani solo di nome?

I1 conferimento della Cresima, come abbiamo annunciato, avrà luogo la domenica 6 giugno festa della SS. Trinità, alle ore 10,30, nella chiesa di Costalissoio. Il Vescovo arriverà per quell'ora e celebrerà la S. Messa, durante la quale si svolgerà il Rito della Confermazione.

Più precise istruzioni verranno date a voce.

Nei giorni precedenti sarà presente un Padre Cappuccino, che si presterà per le confessioni dei ragazzi, dei Padrini, dei genitori e di quanti non hanno avuto modo ancora di soddisfare il Precetto Pasquale e desiderano farlo.

 

STORIA DELLE NOSTRE CAMPANE

 

Le prime, piccole eppur squillanti, campane che fecero sentire i loro rintocchi nel lontano 1548, forse sono state sostituite da altre nel decorso di 370 anni che ci portano all'anno della invasione.

In quell'anno, 1918, le tre campane, di cui non abbiamo notizie precise, furono requisite e trasformate in cannoni austriaci. Solo la campanella si salvò, perchè, facilmente smontabile, fu nascosta e sottratta alla rapina dell'invasore.

Nel mese di marzo 1923 arrivarono da Lucca, dove erano state fuse con il bronzo degli stessi cannoni austriaci, le nuove campane, offerte dal Governo come riparazione danni di guerra. Scriveva l’allora Curato di S. Nicolò: « puzzano ancora un poco di tedesco, ma per altro sono un concerto in gamba. Il paese è giubilante e giorno e notte si suona a larghe falde».

Le tre campane pesavano nell'ordine: Kg. 970, Kg. 680, Kg. 457, e dovevano rispondere alle note musicali Mi, Fa diesis, Sol diesis.

Verso il Natale del 1937 si guastava la campana piccola e dovette essere rifusa presso la fonderia De Poli di Vittorio Veneto, a spese della Regola, e nel marzo successivo riprendeva il suo servizio sulla cella campanaria.

Ma ecco che la stessa cede ancora ai ripetuti colpi dei volonterosi campanari alla vigilia del Natale ultimo passato e, mentre scrivo, resta sempre penzolante e muta, in attesa di essere rimossa e rifatta.

In questo frattempo si sono fatti molti discorsi. Delle molte cose dette mi ha sorpreso il fatto che parecchie persone, dotate forse di buon udito musicale, si siano accorte da tempo che il concerto non era affatto ben riuscito. Specie, si dice, la piccola era evidentemente fuori tono. Anch’io mi ero provato e riprovato per stabilire con esattezza i toni delle tre campane, anche con l'aiuto degli strumenti musicali.

Ora sono venuti i competenti muniti di corista o diapason speciale e ci hanno detto che la campana grande risponde a un Mi crescente di un ottavo (anziché essere un Mi esatto), che la seconda da un Fa diesis calante di un ottavo (anziché essere un Fa diesis esatto), che la piccola... bene, quella non potè essere esaminata, ma certamente era fuori tono anche quella.

Sia De Poli di Vittorio Veneto, sia Colbachini di Padova, venuti sul posto separatamente, hanno detto: la campana piccola può essere rifusa, ma con quale delle restanti campane dovrà essere intonata? Se la intoniamo con la grande, resta fuori tono la seconda, se la intoniamo con la seconda, resta fuori tono la grande. Bisognerà cercare di ridurre le differenze con un lavoro di accordatura, cioè con il ritocco delle tonalità delle due campane esistenti: ma sarà sempre un lavoro approssimativo.

Accordatura che verrà a costare 100 mila lire.

L'optimum, dice l’Ing. Colbachini, sarebbe la rifusione di tutte e tre le campane (L. 1.350.000) per avere un concerto veramente perfetto e garantito.

Qui sono nate le perplessità. E qui si ferma la penna di chi scrive perchè non ha il diritto di interferire e non vuole assumersi responsabilità che non gli competono.

Dato che siamo in tema, riportiamo alcune notizie riguardanti le campane di Casada. La chiesa di Casada aveva due campane. Quando fu eretta a comparrocchia, l’Amministrazione di quella Regola pensò che sarebbe stato opportuno avere un concerto a tre campane. La Ditta De Poli fu incaricata del lavoro, ritirò le due campane e preparò il concerto per il mese di dicembre 1952, quando le attuali campane furono consacrate dal Vescovo e dedicate a S. Lorenzo, S. Osvaldo, S. Maria Ausiliatrice.

Pesano nell'ordine: Kg. 515, Kg. 365, Kg. 250 e sono intonate sulle note Sol, La, Si.

Il concerto è riuscito di piena soddisfazione. Non invece il montaggio fatto da un artigiano locale, per cui necessita d'essere riveduto o sostituito. Si parla dei ceppi, delle bronzine, non del castello in ferro.

L 'ELETTRIFICAZIONE DELLE CAMPANE

 

L'elettrificazione delle campane esige un  discorso diverso. L’elettrificazione, si dice, costituisce una miglioria e un lusso, che lo Statuto della Regola non prevede.

 E allora ci deve pensare la parrocchia, cioè i parrocchiani o fedeli.

La Regola interverrà con un contributo pari alla differenza tra il costo della elettrificazione e la somma raccolta per sottoscrizione.

Le offerte volontarie hanno incominciato ad affluire subito, non appena se ne fece parola, e continuano ad affluire, non in massa si capisce, ma stanno a dimostrare che l'iniziativa incontra un largo |consenso e non mancherà di suscitare interesse anche fra coloro che risiedono fuori paese.

Il che è nelle aspettative.

Siamo i soli, qui nel Comelico, a non avere le campane motorizzate? No, anche Casada è rimasta indietro coi tempi. Ma a Casada il problema sarà risolto, se sarà risolto, senza tanto discutere e senza importunare la gente, perchè sembra che la Amministrazione della Regola intenda assumersene la spesa totale. Ha già in mano un preventivo di spesa della Ditta Morellato e su quel preventivo farà le sue meditazioni.

 Certamente presto o tardi ne verrà a capo. Lo sta a dimostrare la buona volontà, con cui quella Regola ha iniziato il restauro a fondo dell'esterno della chiesa. Ha atteso il suo tempo, ma ora è cosa fatta è fatta intelligentemente.

Non si può non rivolgere a chi di spettanza un vivo elogio.


...ottobre 1971

RIFLETTIAMO

Domenica 10 ottobre ho ammesso alla Prima Comunione nove bambini di Casada, dopo che si erano preparati a dovere. Fu una festicciola, come sempre, cara e sentita. Perchè è una delle poche occasioni in cui si tocca con mano l’opera della Grazia e ci si illude di aver fatto qualche cosa di positivo, che da speranza per l'avvenire.

Parimenti l'ultima domenica di maggio scorso avevo preparato e ammesso alla Prima Comunione sette bambini di Costalissoio. La festa delia SS. Trinità poi, il Vescovo conferiva il Sacramento della Cresima a 41 ragazzi sui 10-12 anni di età.

Fatti, questi, o momenti salienti nella vita di una parrocchia e nella vita di un cristiano, che danno lo spunto a riflessioni serie. Già allora il Vescovo e il Parroco avevano messo in risalto l'impegno che assumevano il neo-comunicato e il neo-cresimato, i quali non dovevano reputarsi paghi di aver raggiunto quel traguardo, ma incominciavano proprio allora ad attuare nella loro vita le promesse e le rinunce battesimali; in altre parole, a compiere i loro doveri di cristiani, da persone coscienti e responsabili.

Ora ci si domanda: come mai tante speranze vanno in fumo con l'andar dei mesi e degli anni? Come mai viene meno la fede in tanti ragazzi e si allentano i vincoli con la Chiesa?

Le spiegazioni sono diverse, ma mi pare che una specialmente debba essere messa in evidenza: l’ambiente familiare, dove il buon esempio o il cattivo esempio dei grandi segna la strada che imboccheranno anche i piccoli, una volta che saranno cresciuti e usciranno di tutela.

Si diceva dagli antichi: talis pater, talis filius. Le eccezioni sono rare. È raro cioè che da una famiglia senza fede e senza vita coerente con la propria fede esca un figlio credente e osservante.

Talvolta si sente rimproverare la scuola che non fa il suo dovere o il Sacerdote che non si adopera abbastanza e non riesce nel suo intento, quando i ragazzi si rivelano disobbedienti, scapestrati, contestatori. Ma non si riesce a fare un esame di coscienza e riconoscere che quasi sempre la colpa principale è della famiglia, perchè tarata fisicamente o moralmente e quindi incapace di adempiere la propria funzione di prima scuola e di piccola chiesa.

Che cosa di diverso si può pensare quando si scopre che i bambini dell'asilo non sanno neanche le preghiere più semplici, ma in compenso sanno pronunciare le bestemmie più orrende?

Si da proprio il caso di chi si sforza di costruire qualche cosa nell'animo dei piccoli e di chi allegramente distrugge. E il lavoro dei primi si manifesta ogni giorno difficile e spesso inutile.

 

***************

 

Negli anni passati usava villeggiare presso Gino De Mario, la famiglia del Dottor Oscar Calcagno, da Chiavari, il quale, laureato in legge, aveva rinunciato all'avvocatura, per non essere costretto a tradire la sua coscienza, e faceva invece il Direttore di Banca. Mi si disse che era una figura esemplare per bontà, semplicità e condotta religiosa. Al punto che educava personalmente il suo unico figlioletto, al quale, fra l'altro, svolgeva ogni mattina un pensiero, che era una piccola meditazione. Quell'avvocato, appassionato di alpinismo, aveva la nostalgia delle altezze e sentiva la vita come un impegno di ascesa spirituale, per se e per la sua famiglia.

Chiedere che le nostre famiglie siano di quella tempra, è forse chiedere troppo. Ma è certo che da famiglie così escono gli uomini migliori del domani.

le nostre campane

Nel Bollettino di Maggio, per chi lo ricorda, avevo fatto un po' la storia delle campane di Costalissoio, arrestandomi sulle soluzioni da prendere a seguito della rottura della campana piccola del concerto.

L'optimum, diceva l'ing. Colbachinì agli amministratori della Regola, ai fabbriceri e altri che erano presenti, sarebbe stata la rifusione di tutte e tre le campane per ottenere un concerto veramente perfetto e garantito.

In quel momento erano nate le perplessità. Rifondere la sola campana rotta o rifare tutte e tre le campane? E mi ero fermato, in attesa delle decisioni che l'Amministrazione della Regola avrebbe preso.

Ora posso continuare quella storia, anche se è storia a conoscenza di tutti e dire che l'Amministrazione della Regola fece sua l'opinione che quando si fa una cosa o la si fa bene e completa o non la si fa affatto. I rattoppi sono sempre rattoppi.

La Regola si assumeva la spesa di L. 1.350.000 sotto forma di contributo da erogare alla Fabbricerìa, la quale a sua volta avrebbe trattato con la Ditta Colbachini e condotto a buon fine la faccenda.

Il 26 giugno la Ditta ebbe l'incarico di rifondere le tre campane secondo le condizioni già concordate nel preventivo di spesa. La stessa chiese tre mesi di tempo, impegnandosi di consegnare le campane nuove per i primi del mese di ottobre.

Ultimati gli stampi con le immagini e le iscrizioni dettate e trovati questi di pieno gradimento allora di una mia visita nello stabilimento di Padova, si procedette allo smontaggio delle campane vecchie (14 sett.), che furono portate in fonderia per utilizzarne il bronzo, migliorato con l’aggiunta di stagno, per la fusione delle nuove campane. Le quali non era detto che dovessero essere uguali alle vecchie per peso e misura, ma dovevano dare un concerto perfettamente intonato sulle note MI - FA diesis - SOL diesis (da ottenersi con l’80% di rame e il 20% di stagno), secondo i dati più avanzati della tecnica in materia.

Notiamo tra parentesi che le vecchie campane, oltre essere stonate e di materiale scadente, erano sfasate anche quanto a misure e peso.

Avremmo dovuto andare a Padova una seconda volta per assistere al collaudo fatto dal Maestro Calzavara, ma ci siamo scusati fidandoci della onestà della Ditta Colbachinì e del collaudatore, il cui verbale si potrà leggere più sotto.

Lunedì 4 ottobre, attese con impazienza e tanto interesse, le campane nuove giunsero in paese e furono subito circondate da piccoli e da grandi e ammirate. Belle, sì, ma qualcuno aggiunse: bisognerà sentirle prima di giudicarle.

Dopo una settimana di lavoro, i tecnici della Ditta Morellato ci presentarono le campane motorizzate e pronte ad entrare in funzione.

L'elettrificazione delle campane merita un discorso a parte. Questo lavoro era stato affidato alla Ditta Morellato di Falzè di Trevignano prescelta tra altre concorrenti. La spesa era stata pattuita in L. 800.000.

Secondo gli accordi intervenuti con la Regola, la Fabbriceria indisse una sottoscrizione, la quale, chiusa alla fine di giugno, fruttò la somma di L. 252.700. La Fabbriceria, a mezzo del Parroco, interveniva con L. 200.000. La differenza in L. 347.300 avrebbe dovuto essere coperta con un contributo della Regola. Senonchè nel momento più opportuno si fecero avanti i soci del Bosco di Rovè, rappresentati dal cav. Giuseppe De Mario, i quali consegnarono al Parroco L. 450.500 ricavate da un taglio di piante, perchè fossero utilizzate per la motorizzazione delle campane.

La Regola si trovò così liberata dall'onere sopradetto e la Fabbriceria che era partita con una certa trepidazione, aveva la bella sorpresa di trovarsi con del denaro in più del necessario.

Allora, visto che altre offerte affluivano (specie da parte dei padrini) fatto un rapido calcolo si arrivò alla determinazione di far motorizzare anche la quarta campana, la « campanella » che si suona per la scuola, per le confessioni, per le messe feriali. La quale campanella non era stata resa in considerazione e non entrava nel contratto fatto con la Ditta Morellato e sempre per ragioni di spesa. (L. 200.000).

Domenica 10 ottobre l'impianto era finito per l’inaugurazione. Il Vicario Foraneo del Comelico, delegato dal Vescovo, impartì la benedizione rituale alla presenza dei padrini e di numerosa folla e poi le campane furono sciolte e lanciate in un sonoro concerto, che soddisfece anche i più diffidenti.

È stata una vera festa di paese.

Note particolari

Ricordiamo che la campana piccola (padrini De Bettin Emilio - De Lenart Gino) |è dedicata a S. Marta, la media (padrini Zaccaria Silvio - De Mario Gino) a S.Matteo, la grande (padrini De Bettin Agostino - De Bettin Bortolo) alla SS. Trinità. E con tali nomi devono essere chiamate, che se le vecchie erano diversamente denominate.

La campana grande porta scolpite queste parole: a peste fame et bello — a fulgure et tempestate — libera nos Domine.

Il cav. Giuseppe De Mario e Giuseppe De Mario fu Canzio sono stati padrini ad honorem in rappresentanza della Regola e della Fabbriceria.

La « campanella » (Kg. 340) meriterebbe di essere rifatta per intonarla con le altre, e così si potrebbe avere a disposizione un concerto piccolo per le feste ordinarie e un concerto grande per le solennità. Il costo si aggirerebbe sulle 240 000 | lire.

* * *

A conclusione metto giù un mio ricordo.

La sera del mio ingresso in parrocchia, quasi 20 anni fa, svoltando all’angolo della chiesa, vidi attraverso la porta spalancata del campanile tre figure umane (i tre fratelli Zaccaria del Maestro), che nella penombra saltellavano ritmicamente appesi a delle corde, che andavano su e giù: sopra, in alto, le campane lanciavano i loro rintocchi in perfetta sincronia. Quella immagine mi è sempre rimasta negli occhi.

Quella immagine, oggi con l'automatismo, non la rivedrò più.

Il progresso e la tecnica uccidono la poesia.

A Casada

L'elettrificazione di quelle campane non si può dire che abbia una storia da raccontarsi. Nel senso che la popolazione non vi ha partecipato. È stato un semplice atto amministrativo della Regola che ha ordinato e pagato il lavoro, senza che alcuno sia stato disturbato.

Ma il vecchio sagrestano che, quel giorno vide le sue campane andare avanti indietro da sole, mi venne incontro ad annunciare la novità con un'aria di trionfo, non sapeva che da mesi mi ero occupato della cosa, che io avevo preso contatto con la Ditta Morellato, per iscritto e per telefono, per chiedere il sopralluogo e il preventivo di spesa e poi una riduzione della spesa stessa, che io mi ero portato a Falzè di Trevignano per studiare insieme alla Ditta i particolari dell'impianto.

Se poi, dopo effettuato l'impianto di motorizzazione, le campane si sono dovute suonare ancora a corda, ciò è dovuto alla fretta con cui si è voluto procedere, senza attendere la fornitura della forza motrice da parte dell’Enel.

Mentre scrivo (14 ott.) l'inconveniente è stato risolto e così anche il sagrestano di Casada si vede alleggerito il compito e gli orari saranno più fedelmente rispettati.

Atto di collaudo

Invitato a collaudare un concerto di tre campane, fuse dalla ditta Daciano Colbachini e Figli di Padova, per la chiesa di Costalissoio (Belluno), dopo accurato esame della lega fusa, sull'intonazione del­le singole e del complesso, sulle qualità del suono e del timbro, dichiaro quanto segue:

1 — Le campane risultano di lega pura, notevolmente migliore della precedente nelle vecchie campane;

2 — Sono di forma classica con ornamentazione artistica;

3 — L'intonazione in MI - FA - SOL calante di due sedicesimi di tono è perfet­ta, ondeggiando sicura dentro il 32% di tono;

4   — La purezza del suono che nasce si diffonde argentina e pastosa;

5   — il riverbero degli armonici è chiarissimo;

6   — Ce omogeneità di timbro e gradazione di intensità;

7   — La fusione sonora del complesso è gradevole e potente.

Mi congratulo vivamente con la parrocchia di Costalissoio per questo gioiello di perfezione sonòra, acquistato dalla gloriosa e vecchia ditta Daciano Colbachini e figli.

D. Ampellio Calzavara

Collaudatoré della diocesi di Padova e della Pontifìcia Commissione d’Arte sacra d'Italia.

L’ACQUEDOTTO DI MELIN

Ormai è certo, ci porterà l’acqua che sgorga dalle falde di Cima Vallona.

Si era trepidato un po’ alla vigilia della gara di licitazione (ci sarebbero stati dei concorrenti?), ma poi si capì che a qualcuno interessava il lavoro dell'importo di 200 milioni, a totale carico dello Stato.

E questo qualcuno è stata l'impresa Ponti e Strade di Padova. Nella prossima primavera si dovrebbe vedere qualche cosa di concreto.

Le genti di Costalissoio e di Costalta, quando sarà risolto l’annoso problema del rifornimento idrico, dovranno esprimere la loro riconoscenza al Comm. Giovanni Fontana che, con l’aiuto degli On. Colleselli e Fusaro e del Sen. Vecellio, ha assiduamente seguito la pratica, dal reperimento del finanziamento all’appalto dei lavori.

CHIESA IN VAL VISDENDE

I giornali e i Bollettini parrocchiali della zona hanno dato ampia relazione della inaugurazione della chiesa dedicata alla Madonna delle nevi costruita, come si sa, a Pra Marino e benedetta dal Vescovo il 15 agosto u. s. Ne facciamo cenno anche noi, perchè, nonostante le opposizioni e le obbiezioni di inutilità che erano corse in paese, quella chiesa si è rivelata all'atto pratico utile e direi necessaria. Si è visto subito, durante l'ultimo scorcio di villeggiatura, quanta gente vi affluisse, al suono della campanella, e quanto fosse ammirata.

I primi sposi che hanno chiesto di essere uniti in matrimonio in quella chiesa sono stati proprio di Costalissoio.

Dobbiamo dare atto alla parrocchia di S. Stefano, che ha voluto e in misura preminente finanziato quella chiesa e alla Regola di Campolongo che ha concesso l’uso di 300 mq. di terreno.

Deceduti

 

1 - Pomarè Montin Dino di anni 39 deceduto il 15.2.1971.

2 - Comis Ronchin Antonio di anni 56, deceduto il 26.2.1971.

3 - Polzotto Ruggero di Giacomo di anni 56 deceduto il 10-3-1971.

4 -De Lenart Costanza Carolina di anni 86 deceduta il 22-3-1971.

5 — De Mario Boi Maria di anni'59 de­ceduta il 19.5.1971.

6 — De Lenart Bettina Rocchio Luigi di anni 77 deceduto il 21.5.1971.

7 — De Mario Valentino Paolo di anni 75 deceduto il 29.5.1971.

8 — Comis Del Negro Gaetano di anni 74 deceduto il 2.6.1971.

9 — Pomarè Dario di Ruggero di giorni 1 deceduto il 6.6.1971.

10 — Somià Valentino di anni 80 deceduto il 10.6.1971.

11 — Comis Clotilde di anni 64 deceduta a Orbassano (TO) e qui tumulata.

12 — Somià Pasqualon Mansueto di anni 62 deceduto il 20.7.1971.

13 — De Mario Valentina Cossaelo di anni 75 deceduta il 24.7.1971.

14 — De Mario Casau Eugenio di anni 65 deceduto il 27.9.1971.

In Australa è deceduto nel mese di set­tembre Zaccaria Folin Antonio zio di Zaccaria Zaccaria.

Ai parenti rinnoviamo sentite condoglianze.