La fiera "dei Santi"

Cosý sul "Corriere delle Alpi" red. di Belluno a cura del giornalista Stefano Vietina (2013)

Le prime tracce giÓ in scritti del 1150

Le radici della tradizionale Fiera di Ognissanti, che si svolge annualmente a Santo Stefano di Cadore il 2 ed il 3 di novembre, affondano nell'antica Borgata Tamber, dove nei tempi lontani avveniva...

 

Le radici della tradizionale Fiera di Ognissanti, che si svolge annualmente a Santo Stefano di Cadore il 2 ed il 3 di novembre, affondano nell'antica Borgata Tamber, dove nei tempi lontani avveniva lo scambio di animali e di merci. In un documento del 1256 si trova citata proprio la fiera nata in "Tambar", menzionata peraltro giÓ nel 1150. Era un evento creato per sviluppare i commerci e gli scambi di prodotti agricoli e di bestiame con le popolazioni vicine ed inizialmente si svolgeva per ben quattro giorni, dall'1 al 4 novembre. Nel 1862, l'Imperiale Regio Commissario del Regno Lombardo Veneto ordin˛ che l'apertura della fiera avvenisse il giorno feriale successivo a Ognissanti, per rispettare quella festivitÓ. La Fiera, giunta alla 757ma edizione, continua ad essere un evento molto atteso dalla gente del Comelico, ma anche delle vicine zone del Cadore e della Pusteria, come momento di incontro e di acquisto, anche se ovviamente sono sempre meno le novitÓ rispetto agli anni in cui gli spostamenti erano pi¨ difficili e non esistevano i grandi ipermercati di oggi. Resta comunque una tradizione della quale gli abitanti del Comelico sono molto gelosi, come testimoniato anche dalle presenze che sono sempre numericamente consistenti sia a livello di visitatori e sia di espositori. (s.v.)

(commento ed immagini riferiti all'anno 2000)

2 e 3 novembre 744░ fiera cosidetta di "Ognisanti", origini quindi antichissime (1200-1300), tradizione  che a S.Stefano raccoglie migliaia di visitatori provenienti non solo dal Comelico ma anche dal centro Cadore e dalla Val Pusteria. Una volta detta "fiera di animali e merci", posta alle porte dell'inverno, dava la possibilitÓ ai valligiani di vendere i capi di bestiame (bovini) e di fare le provviste soprattutto di vestiario per tutto l'anno. Occasione unica per i bambini di fare un giro in giostra, di avere qualche giocattolo e il mandorlato,  per gli adulti invece, oltre che agli affari, di fare una festa a "castagne  e vino". I tempi sono cambiati, gli animali scomparsi (salvo cani e gatti), i supermercati vicini, il commercio ambulante che arriva nei paesi, per cui le necessitÓ sono diverse. Comunque anche quest'anno grande folla,  il tempo "minaccioso" non ha scoraggiato, ampia possibilitÓ di scelta: vestiario, attrezzi da cucina, macchine agricole, giocattoli, profumi e "gingillerie cinesi" che da un paio d'anni sono una novitÓ. Circa duecento bancarelle, fabbriche e altri settori produttivi che danno il  permesso pomeridiano ai dipendenti hanno contribuito anche quest'anno a rinnovare la tradizione.

                                                             Tutto il centro di S.Stefano, divenuto "isola pedonale",
                                             ha dato spazio al commercio di ogni tipo di mercanzia
       la tradizione vuole per˛ soprattutto il divertimento per i bambini , le castagne ed  il mandorlato.

"del passato"

2 novembre 2007-dal quotidiano "IL GAZZETTINO" pagina Cadore-Comelico

S.STEFANO Oggi e domani attesi numerosi visitatori
Ritorna l'antico rito della Fiera dei Santi
Santo Stefano

Ritorna, oggi e domani, nel cuore di Santo Stefano la tradizione Fiera dei Santi. Un rito che si rinnova ufficialmente per la 751ma volta. Una ricorrenza che coincide con i due giorni successivi alla commemorazione religiosa del primo novembre, da quando, nel 1862, l'imperiale regio commissario ordin˛ che l'apertura avvenisse il giorno feriale successivo ad Ognissanti per rispettarne la festivitÓ. Stando ai riscontri delle precedenti edizioni e considerato il ponte lavorativo del fine settimana, il grande mercato all'aperto, che si snoderÓ attraverso la centralissima via Udine e le perpendicolari vie San Candido e Venezia, richiamerÓ dal Comelico, dalla Pusteria, dal Centro Cadore, ma non solo, migliaia di visitatori, alla ricerca di un "buon affare" tra le numerose bancarelle. Attestata in un documento del 1256, ma nata ben prima, tra il 1150 e il 1250, in localitÓ Tambar, la fiera si Ŕ poi via via ampliata e trasformata.  ..............             Yvonne Toscani