"L' nostre maskre"

"LA MASKARADA"
(di S.Apollonia a Dosoledo l' 11-2-2001)
" Il carnevale nella tradizione ladina del Comelico"

articolo tratto dal quotidiano "IL GAZZETTINO" del 11-2-2001
CIANTON LADIN
LachŔ e matazin
DudlŔ (Dosoledo)

La voia d legria, cuan ch'l'inverno Ó pas˛ i dis dla merla e la madona ziriola, se vistis di colores dal carnaval de DudlŔ, dla mascrada d Santa Plonia. La pi vecia procesion dle mascre, ch'Ó resist¨ a duce i cuaresimai e al predghe d generaziogn de pres contra al picÚ dal balo, Ó sav¨ maridese propio aped la festa dna santa partona. Ch'a la dente da DudlÚ e ai tance ch'da duto al Comelgo rivee cas¨ al 9 d febraro stadesa pi a core la mascrada sno che la mesa e l vespro, siguro lo savee anch'i mansionarie, e alora avrÓ pens˛ che pitosto ch'perde calch'oferta e la gedia piena pla mesa granda, era meio tgni a una el doi robe, bete insieme al diau dal bal e l'aga santa de cla Plonia d'Alesandria d Egito, mazada zal 249 dopo Cristo, dopo ch'i era stade spacade duce i dente. Propio par chesto santa Plonia gnee parieda picseia da chi ch'avee mal zi dente.Fato sta che, a diferenza d'etre peis dal Comelgo, gno ch'al carnaval e l so mascre s'Ú pardude zi secui, a DudlÚ al maridoz tra sacro e paian Ó fat continuÚ la tradizion zenza mai farmala. Anche zi ane dla miseria e dl'emigrazion, cuan che caminee dai peis la meio dovant¨.

Da naschÚ ane d cÓ via la tradizion dal carnaval, picseia a DudlŔ, Ó ciap˛ sempro dapý oga. Tance s'Ú incurioside anche da fora par gni a spiÚ sta mascrada, e le strade e la pieza inÚ sempro pi piene de dente. Anche cial˛ forse Ó giov˛ tgni a una sacro e paian, parcheche anche zla mascrada s parla d vestizion e d paramentes ch'Ú sempro i stese: un ciapel ch'someia na tiara, un grumo d fazletes d seda ch'someia un pivial. Al lachÚ e l matazin inÚ vistide compagn e, come i ofiziantes d na porzesion, ingruma chelietre mascre in primo dal peis e dopo sle tira doise par strada fin ze pieza. Anche al modo da movse e da sotÓ pr aria, magare con un crido da noze, inÚ sempro compagn. La mascrada de DudlŔ pias e inzita tanta dente a gni a vede parcheche l'Ó sav¨ tgnise zla vera tradizion e al dý d incoi, gno che n se sÓ cuanto valor ch'abia la roba de stota, visto che chela dl an pas˛ Ú bel pasada e desmantieda, anche un carnaval, ch'torna sempro compagn da mil ane, po ese considr˛ un bocon d vita ch'val la pena da pasÓ insieme aped etre, a balÓ e ride par na dý intiero.

Lucio Eicher Clere

          
      
articolo tratto dal quotidiano "IL GAZZETTINO" del 30-1-2001
COMELICO SUPERIORE
Il carnevale di Dosoledo con i źv˛ltu╗ di Zandonella
 
Comelico Superiore

Il carnevale sta entrando nel vivo, specie nel Comelico dove pi¨ viva e profonda Ŕ la tradizione dell'allegria mascherata.

Ma c'Ŕ anche chi al carnevale dedica abilitÓ e fantasia per tutto l'arco dell'anno, e in queste settimane diventa punto di riferimento di molte persone che decideranno di sfilare in corteo con il "v˛ltu" nuovo. E' il caso di Stefano Zandonella Golin, intagliatore di maschere su legno, vero artista del carnevale principe in Comelico, quello di Santa Plonia di Dosoledo. Un piccolo laboratorio in una vecchia casa contadina. Le pareti rivestite di tavole in abete, divise da colonnine con capitelli intarsiati. Il profumo del cirmolo ridona vita alla antica "stua" dove generazioni di comeliani hanno mescolato sacro e profano, con recite di rosario e musiche da ballo, con racconti di santi e madonne e di streghe e onghene. Stefano usa gli stumenti pi¨ classici, la "sgoiba", lo scalpello tondeggiante, assieme ad altri strumenti da intaglio e qualche pialla per i ritocchi finali. Ha imparato a trarre maschere dal legno da un vecchio artigiano. Conserva ancora la prima, realizzata una decina d'anni fa, con i colori e l'espressione statica della tradizione carnevalesca. Maschera in ladino comeliano si dice "v˛lto", quasi a sottintendere che la vera faccia non Ŕ quella di ogni giorno, ma forse proprio quella che la copre nei cortei di carnevale. L'allegria di questo periodo dell'anno si traduce nei colori e nelle espressioni delle maschere di Stefano Golin. E' stato uno dei primi a rompere la fissitÓ dei "volti da brutu e da bel".źCostruisco maschere - dice - con lo scopo di poterle indossare durante le sfilate di carnevale. Per questo sono leggere, anche se di grandi dimensioni e facilmente indossabili sul viso di una persona adulta╗.Lo scorso anno, per il carnevale del 2000, che in Comelico Superiore aveva richiamato centinaia di emigranti, le maschere di Stefano Golin dominavano sopra le altre, essendo state sviluppate in altezza per ottanta centimetri.        Lucio Eicher Clere