29 dicembre 2006

serata di tradizione e cultura

...nel segno della tradizione: i Re Magi ,(venuti da Campolongo...) in adorazione al Bambino Gesù, ben rappresentato nel presepe ligneo (di Giovanni De Bettin) allestito nella piazza del nostro paese.


...un segno di "vicinanza" alle persone ospiti della Casa di Riposo di S. Stefano: con l'asinello si raccolgono "offerte"... ...i Re Magi ed i pastori cantano "la Bella Stella" (da Campolongo)...
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...in omaggio alla cultura: manifestazione culturale di chiusura delle celebrazioni Zanzottiane 2006, in onore del poeta.

 

 

 

 

...il poeta Andrea Zanzotto, il 3 settembre 2000, mentre osserva gli affreschi del padre >>>>>

(foto Danieli)

...ricordando la visita nell'anno 2000...

(Dal quotidiano "IL GIORNO" del 3 settembre 2000-inserto "LE TENTAZIONI DEL GIORNO" -pagina: "Cultura & Spettacoli Estate"

ANDREA  ZANZOTTO/ Lo scrittore è tornato a Costalissoio, in Cadore, dove da ragazzo fece da assistente al padre che affrescava la chiesa
La mia poesia, come un percorso di guerra
di Filippo Poletti
COSTALISSOIO  (Belluno)
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Si è nel labirinto - scriveva Andrea Zanzotto sfidando la biologia, la storia e la politica - si è "qui" per tentare di sapere da che parte si entra e si esce o si vola fuori. Per creare una prospettiva.>> Come ciò avvenga è difficile dirlo: alcuni ci provano con la poesia, altri col pennello, altri ancora con le note e via dicendo. Fu così per Dante, fu così per Piero della Francesca, fu così per Monteverdi.
Ed è così per Zanzotto, nato a Pieve di Soligo il 10 ottobre del '21: un <<cultore della poesia>> come si definisce lui, il <<migliore dei poeti italiani nati nel Novecento>> secondo Contini.
Pane della sua poesia sono visioni molteplici della natura e personaggi ricchi che da 78 anni incontra nelle sue valli. Immagini vive e sincere, come quelle della Chiesa di Costalissoio di Santo Stefano (letteralmente <<Costa del sole>>, un paesino della Valvisdende non lontana dall'Austria e dalle fonti del Piave. Autore della SS. Trinità nell'abside, dei santi Marta e Matteo nella navata e dei medaglioni degli Evangelisti, Giovanni Zanzotto, papà di Andrea.
<<Mio padre - ci racconta il poeta vincendo la sua sfiducia nei confronti delle parole - era un perseguitato politico, socialista e cattolico allo stesso tempo>>. Una vita rocambolesca quella di Giovanni: fin dalla giovinezza, per affinare la sua arte e per migliorare le sue condizioni di vita, emigra in molti paesi d'Europa. Allo scoppio della guerra del 15-18 è arruolato e combatte sul Piave.
Più tardi, dopo il no al plebiscito fascista, diventa un uomo scomodo, guardato a vista dalle questure.
Nel '29 fa le valigie e si ritira nel Cadore, a Santo Stefano. Qui, esibendo il diploma conseguito alle Belle Arti di Bologna e la specializzazione in <<pittura di finti legni e marmi>> in Belgio, trova lavoro presso la Scuola Consorziale delle Arti e dei Mestieri: insegnante di disegno tecnico e  d'ornato, dopo il divieto di insegnare nelle scuole pubbliche. Nel tempo libero Giovanni impugna il pennello e cavalca i ponteggi, quelli delle chiese che da sempre ama decorare. Suo assistente, spesso, il piccolo Andrea.
Zanzotto, viene prima la penna o il pennello?
<<Sono sempre stato sensibile al paesaggio. Lo devo a mio padre, col quale vissi a Santo Stefano a cavallo degli anni Trenta: lì frequentai in parte la seconda elementare, lontano dalla mamma insofferente al clima rigido della montagna. Mio padre, decoratore da tre generazioni, fu incaricato di dipingere la Chiesa di Costalissoio. Mi divertivo molto a vedere mio padre lavorare sdraiato sotto la volta. Il mio compito era più semplice: pulivo i pennelli e glieli passavo.>>
Cosa ricorda di Santo Stefano?
<<La vera ricchezza del paesaggio e l'intensità dei colori. Una ricchezza che la Regola di Costalissoio ha saputo preservare dal liberalismo sfrenato. Nella Regola, retaggio del mondo medievale e in cui però molti principi sono basilari, sopravvive il rispetto per la natura.>>
Dopo quell'esperienza, ha mai provato a dipingere?
<<Qualche acquerello, nulla di più. Ha però travasato nella poesia parecchie immagini, soprattutto negli anni Settanta. Nel "Galateo in Bosco" ho cercato di recuperare l'arte miniata, inserendo piccoli disegni. Per "Meteo" ho chiesto invece aiuto alla pittrice Giosetta Fioroni.>>
Da figlio della pittura, cosa significa scrivere poesie?
<<La mia poesia è una specie di percorso di guerra, pieno di salti e sconnessioni. Quasi sempre parto da un dato realistico per arrivare a una scrittura astratta, analogica.>>
Chi può aiutare gli uomini a "risolvere" il mondo, la poesia o la pittura?
<<La natura ci ha dotato di 5 sensi (o più?). Per avere un quadro completo bisogna mettere in atto tutti i sensi. Sotto questo aspetto il poeta dovrebbe essere anche un performer capace di recitare e danzare ciò che scrive. La poesia testimonia soprattutto del valore intramontabile della parola in quanto tale.>> 

 

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Giovedì, 28 Dicembre 2006-dal quotidiano "IL GAZZETTINO"pagina Cadore-Comelico
Le Regole e il Comune di Santo Stefano hanno organizzato una serata per gli 85 anni del poeta che da bambino visse nella vallata
L'omaggio di Costalissoio ad Andrea Zanzotto
Si svolge domani, venerdì 29, alle 20.30, presso la chiesa parrocchiale a Costalissoio , l'importante incontro di chiusura delle celebrazioni in onore dell'ottantacinquesimo compleanno del poeta Andrea Zanzotto. Dopo Pieve di Soligo, paese natale, Feltre, Venezia, Padova, Bologna, l'omaggio al grande poeta veneto si completerà così con un'iniziativa in Comelico, curata dal promotore culturale Guido Buzzo. L'incontro sarà introdotto dal critico letterario Ottorino Stefani, che illustrerà l'opera del maestro "Il galateo in bosco" e che ha dato alle stampe una pubblicazione ad hoc intitolata "Omaggio ad Andrea Zanzotto cittadino onorario di Santo Stefano di Cadore". Seguirà la lettura di poesie da parte dell'attore Claudio Michelazzi, con un opportuno sottofondo musicale a motivi natalizi. Per il percorso zanzottiano si tratterà quasi di un ritorno alle origini, dopo la permanenza dell'autore da bambino nel cuore della vallata. Nell'89, per esempio, il poeta, rivivendo il soggiorno comeliano, significativamente scrisse: «Ricordo sempre, con un senso di particolare, profonda nostalgia, Santo Stefano, con le sue bellezze così varie ed inquietanti, con le sue luci e ombre in continuo mutamento, i suoi colori misteriosamente intensi eppure rarefatti. Fu tra quelle luci, ombre e colori, tra i boschi e i ruscelli e il Piave bambino come ero io, che cominciai a prendere coscienza di un amore per la natura originaria in cui è la fonte di ogni poesia».

Il legame con quest'angolo del Bellunese è, infatti, molto forte, tanto che il primo Comune a conferire a Zanzotto la cittadinanza onoraria è stato proprio quello di Santo Stefano.   Yvonne Toscani

 

Tante persone in Chiesa: Amministrazione Regoliera,  del Comune, della Comunità Montana, il Parroco don Diego, rappresentanze di gruppi culturali ecc.,  venute anche dai paesi vicini... ...il Sindaco di S. Stefano, la Signora Zanzotto (per motivi di salute il pittore non era presente) ed il critico prof. Ottorino Stefani...
...il pannello, allestito in chiesa, con la rappresentazione fotografica  della visita del poeta nell'anno 2000... ...il comm. Guido Buzzo organizzatore della manifestazione (sulla destra)...
...il saluto di apertura del Presidente della Regola di Costalissoio - Valerio De Bettin... ...il saluto del Sindaco di S. Stefano - Silver De Zolt...
...il critico Ottorino Stefani introduce e illustra l'opera del Maestro
 " il Galateo in Bosco"..
... l'attore Claudio Michelazzi legge alcune poesie del Zanzotto..
...si crea l'atmosfera... ...anche con il sottofondo musicale di Daniele De Bettin (Costalta)

Distribuita a tutti i partecipanti una pubblicazione edita per l'occasione.

Il Gruppo Alpini di Costalissoio, sempre disponibile nelle manifestazioni paesane, ha offerto calore con fuoco acceso sul sagrato e " vin brulè"

Domenica, 31 Dicembre 2006-dal quotidiano "IL GAZZETTINO"pagina Cadore-Comelico
Al poeta de Pieve di Soligo inà mantegnù la liadura aped Costlissögn, gno ch so pare à piturò la gedia dal pöis a la fin di ane Vinte dal secul passó
Zanzotto n desmöintia al Comelgo
Comelgo

Al pöis d Costlisögn inà volù rende onor a un di grögn poetes taliane ncamò vive, cal Andrea Zanzotto da Soligo, ch iné entró zun dute el racolte d poesii dal secul Növzento e iné tgnu in considrazion zun tance ambientes letararie d Europa. A lié la pizla comunité comeliana a sto personagio iné stó al destin, ch avee portó al pare, Giovanni Zanzotto, a insigné zle scole profesionai d Sa Stefin a la fin di ane Vinte dal secul passó, e, vista la so bravura come pitor, a föi un afrösco zal bocon auto dl abside, gno ch l à pituró la Trinité, che zun sta gedia iné particolarmöinte ricordada.

Al pizal Andrea, che stadee a Sa Stefin nasché möide a l ön aped so pare, so mare e el so dói sös, dee su par al tröi dla costa aped so pare e stadee là aped li intanto ch al dee su ple armadure e pituree l afrösco e s l avee bisogno d algo fadee calche sarvido. Iné propio li ch ricorda chi dòi ane come i prime momöinte gno ch iné nassuda la passion dla poesia. Li scrive: "Intra cle lus, cle onbrii e chi colores, intra bosches e gios e al Piai redo come ch sarau iö, inöi tacó a ciapà cosenzia dl amor pla natura prima, gno ch nasse la poesia".Na söra dedicheda a la poesia d Zanzotto, co la gedia piöna de dente, iné stó al pi bel onor ch podee esse fato a sto grön poeta. E va dó ato a Guido Buzzo da Sa Stefin da esse riussù a convinze la Regola d Costlisögn e arente al comun d Sa Stefin ch valee la pöna portà in Comelgo una dle manifestaziogn fate zal Veneto par i 85 ane dal poeta. Val la pöna parlà de sta söra anche zun sto Cianton ladin primo de duto parcheche la cultura pizla pö continué a crösse snoma s la se vizina e s la inpara da cölie pi grande e ch inà el radis fonde. E i leterate iné i prime ch pö iuté a stablì confronte, a verde al ció e slargé i antareses. Zanzotto iné un d cösse. Ma val la pöna anche parcheche sto poeta veneto inà scrito tante poesii zal so dialeto d Soligo, insignön ch la lönga mare iné l espression pi vöra e senplice da portà in poesia. Ne n é senpro fazil e imediato al mödo da scrive d Zanzotto, epur tance inà volù gni fora dle cede, zna söra fröida d fin d ön, par cetasse zla gedia d Costlissögn a scotà el parole dal pitor e scritor Ottorino Stefani, amigo d Zanzotto, e la letura d nascuante poesii fata da l ator Claudio Michelazzi. Al poeta ne n era presente par gauda dla salute, ma inà parló la so fömna, ringraziön pla söra dedicheda al so òn e inpromtön ch i gnarà su ncamò n ota a Costlissögn, al pöis ch à fato Andrea Zanzotto paesön d onor.

Lucio Eicher Clere