Per un itinerario storico-panoramico sul monte Tudaio (mt. 2.114)

Dalla statale Cima Gogna-Lozzo-deviazione verso Piniè-chalet Pino Solitario

Tre ore in salita su strada ex militare per seguire l'itinerario storico reso interessante e comprensibile dai pannelli con le iscrizioni sul luogo e sugli avvenimenti lì avvenuti.

(Dalla iscrizione posta sul pannello del parcheggio)
Il monte Tudaio costituisce il primo contrafforte di una lunga e poderosa catena dolomitica scandita via via dalla Cima Bragagnina (mt.2.281) dal Crissin ( mt. 2.503), dal Popera Val Grande (mt. 2.520), dai Brentoni (Cima di Mezzo mt 2.548) ed infine dal Cornon (mt. 2.378).
....Tra gli anni 1909 e 1912 fu costruita dai genieri e operai locali l'ardita strada a piani inclinati, lunga 8.300 mt. e atta al transito delle artiglierie. Il forte sulla cima venne realizzato negli anni 1911-15. Il "cuore" dell'impianto era costituito da una batteria dotata di 4 cannoni....L'apparato, protetto da una tripla cinta difensiva e servito da due teleferiche, avrebbe dovuto permettere a circa 200 uomini una resistenza ad oltranza, anche in caso di completa invasione nemica del Cadore. Fin dai primi giorni della Grande Guerra il forte fu tagliato fuori dal vivo delle operazioni, perchè troppo lontano dal fronte. Divenuto di nuovo importante durante la ritirata di Caporetto, il 7 novembre 1917 entrò in azione sparando molti colpi sulle truppe austriache ormai giunte ad Auronzo e S. Stefano, ma lo scarso esito ottenuto indusse la guarnigione ad abbandonare l'opera dopo un sommario danneggiamento delle bocche da fuoco. Un anno dopo tra il 18 e il 26 ottobre, al momento di ritirarsi, gli austriaci distrussero metodicamente il forte con forti cariche di esplosivo. Da allora le immense lastre di cemento deflagrato giacciono disordinate sulla vetta, proponendosi come singolare meta turistica, ideale balcone da cui contemplare un meraviglioso panorama dolomitico.

Il Tudaio visto da Cima Gogna... ...il parcheggio poco oltre lo chalet Pino Solitario...
...un grande cartello ci fa conoscere storia e ambiente che incontreremo... ...per metà percorso il fondo è sassoso per poi passare a terra battuta...
...anelli che posti sulle curve dei tornanti servivano a far giungere i "pezzi" sulla cima... ...una serie di cartelli ci raccontano la storia avvenuta in quel luogo...
...le prime strutture le incontriamo a circa metà strada... ...diverse piccole gallerie sul percorso...
...l'ultima fontana del tempo... ...siamo a metà percorso...
...la panoramica su Auronzo-Val d' Ansiei... ...sul Centro Cadore: Lozzo-Pieve...
...verso quota 2000 il bosco si apre... ...e le antenne ci indicano la meta...
...le strutture che incontriamo sulla cima... ...la cinta difensiva...
...le grandi strutture... ...
...panoramica sul Comelico-ovest... ...panoramica sul Comelico-est...
...l'imponente cima Bragagnina... ...le stelle alpine...
...un cerchio di tabelle incise ci permette di individuare il circondario dolomitico che spazia al limite di tre regioni: Veneto, Trentino, Friuli... ...per non allungare la pagina ci fermiamo sulla panoramica verso il centro Cadore, ma a 360 gradi possiamo godere della vista dei più bei monti delle Dolomiti.