Pillole di storia del mese di MARZO 2017

Tratto dal libro "GUERRA E RESISTENZA IN CADORE"

di Walter Musizza e Giovanni De Donà

 

(Capitolo "GLI AVVENIMENTI DEL NOVEMBRE 44")

 

 

...siamo nel 1944 - estratto che riguarda il nostro Comelico...

 

.....segue dal mese di FEBBRAIO 2017

Continua   ......

Per la popolazione cadorina ulteriori danni e tanta paura vennero dai bombardamenti alleati che coinvolsero, direttamente o indirettamente, anche i nostri paesi, soprattutto nel periodo 4-11 novembre.

S. Stefano, probabilmente perché costituiva un importante nodo stradale, con 2 ponti sul Piave e 2 sul Padola, fu oggetto di diversi bombardamenti, il primo e il più grave dei quali avvenne nella mattinata del 4 novembre. Una bomba centrò il ponte sul Piave, senza però esplodere, mentre un'altra finì sui prati antistanti la nuova caserma: qui lo scoppio fu impressionante e il materiale sollevato arrivò fino in piazza, rovinando molti tetti e causando innumerevoli rotture di vetri alle finestre. Una terza cadde dietro l'albergo "Kratter" senza esito, mentre una quarta fu ritrovata, pure inesplosa, davanti alla pensione "dell'Amicizia" : essa peraltro era a scoppio ritardato, per cui esplose solo nel tardo pomeriggio, causando la morte di Antonio Buzzo Mucchian, detto "Nin", Valentino Daria ed Eugenio Pellizzaroli: la sorte volle che costoro si trovassero in quei paraggi mentre erano di ritorno dal governo delle mucche presso i fienili situati al di là del Padola. Rimase ferita anche una donna, certa Maddalena Pomarè Montin, detta "Tata Lena", che si trovava nelle immediate vicinanze. Una quinta bomba, sempre a scoppio ritardato, cadde sul magazzino di legname del Comune, dietro la caserma dei Carabinieri, in via S. Candido, ed esplose a notte inoltrata, causando fortunatamente solo danni materiali.

Per tutti i giorni 5, 6 e 7 novembre si videro o sentirono nel cielo del Cadore gli aerei alleati che a stormi si dirigevano verso la Germania, e in qualche occasione si udirono anche in lontananza le detonazioni delle bombe sganciate. Nel primo pomeriggio del giorno 8 novembre 6 bombe di grosso calibro caddero in località "Valli da Campo", nel Comune di Lorenzago, in prossimità della s.s. n. 52 del Mauria, a circa 3 km dall'abitato.

Il pericolo che veniva inopinatamente dal cielo indusse i Podestà cadorini a cercare di concretizzare in qualche modo le misure che il Prefetto Silvetti aveva già raccomandato nel febbraio di quello stesso anno, tra cui l'apprestamento di recipienti con acqua, cassette di sabbia, zappe, scuri e badili nei punti nevralgici delle case, come scale e pianerottoli.