Pillole di storia del mese di LUGLIO 2016...

Tratto dal libro "GUERRA E RESISTENZA IN CADORE"

di Walter Musizza e Giovanni De Donà

 

(Capitolo "La morte di Garbin e gli altri avvenimenti dall' 16 al 30 settembre '44")

 

 

...siamo nel 1944 - estratto che riguarda il nostro Comelico...

 

.....segue dal mese di giugmo 2016

 

Continua   ......

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I  tedeschi a questo punto poterono avanzare su due colonne, una sulla strada principale ed un'altra sulla strada militare Vallesella- Lorenzago: giunti in località "Gei", presso l'attuale campo sportiva diedero fuoco ad un grande fienile della famiglia De Silvestro, proseguendo poi verso Domegge. Le due colonne circondarono il paese e lo rastrellarono a fondo, a caccia di partigiani, con una popolazione atterrita che già vedeva le proprie case bruciate. Furono catturate diverse persone, per lo più giovani intenti ai lavori: li trascinarono in strada, malmenandoli e picchiandoli. Poi, incolonnati dei giovani, i militi li spinsero davanti a loro, facendosene scudo; requisirono inoltre dei cavalli ed un carro, cui attaccarono il mortaio, proseguendo quindi alla volta di Lozzo. Nel tragitto s'imbatterono, in località S. Anna", nel giovane partigiano comelicese Igino De Candido "Bill", dell'"Oberdan".

Costui nella prima mattinata era stato avvertito che presso "S. Anna" erano stati visti dei soldati, cosicché, inforcata la bicicletta, si diresse verso il luogo segnalato, passando lungo la strada che corre più in basso della statale. Lasciata poi la bicicletta, cominciò a risalire la costa erbosa fin presso i fienili di "S. Anna", ma i tedeschi si accorsero di lui e gli scaricarono addosso molti colpi di fucile automatico. Egli, sebbene armato di mitra, non fece in tempo a rispondere al fuoco, rimase ferito e riuscì solo a trascinarsi sotto un fienile. I soldati gli furono subito addosso e il poveretto fu finito cinicamente a colpi di baionetta.

Nel frattempo era stato messo in funzione il mortaio, col quale furono sparati diversi colpi in direzione di Lorenzago, dove si sapeva che i partigiani erano acquartierati. I colpi però risultarono subito corti e non sortirono alcun effetto, per cui i tedeschi si ritirarono alla volta di Tai, tenendosi sempre come scudo gli ostaggi, che furono rilasciati solo il giorno seguente. Anch'essi ebbero comunque una vittima, un soldato colpito, a quanto sembra, per sbaglio dai suoi stessi commilitoni.

II  corpo del De Candido fu recuperato dai compagni quella notte stessa e trasportato prima nella chiesa di Domegge e quindi, attraverso Lorenzago, la valle del Piova e Razzo, a Campolongo. Qui furoino celebrati dal Pievano i funerali e qui fu tumulata la salma, giacché a S Stefano non era prudente farlo, visto che i gendarmi occupavano proprio la casa attigua a quella dei De Candido.

Igino De Candido "Bill" di S. Stefano, caduto a Lozzo il 24 settembre 1944