Pillole di storia del mese di  LUGLIO 2019

Dal bel libro che la prof. Anna Comis (insegnate a Pieve di Cadore) ha dedicato ai suoi genitori ed al paese di origine: Casada.
Pubblicato nel 2003

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Copiate parti che sono comuni ai nostri paesi.


   Dal capitolo "Regola"...       ...si legge "Casada" ma vale lo stesso per Costalissoio.

 

....... seguito del  capitolo pubblicato nel mese di GIUGNO 2019....

 

La guerra 1915-18 interruppe le trattative avviate per l’esecuzione dell’accordo.

In seguito alla legge sugli usi Civici (legge n. 1766, 16 giugno, seguita dal R. Decreto 26/11/1928, n. 332) che voleva eliminare i diritti che fino allora le popolazioni avevano avuto sopra un territorio riguardo alla semina, al pascolo, al legnatico incamerando tali territori come beni “demaniali”, unificando così i bilanci frazionali ed il bilancio sociale in un unico bilancio comunale, dal Comelico partirono richieste allo scopo di far assegnare alle frazioni i beni già delle Regole. Per risolvere la questione si giunse ad una causa dinanzi al Commissario per gli Usi Civici di Trieste che, alla fine (24 giugno 1942), assegnò alle quattro frazioni i beni ex-Regolieri. Già prima della sentenza su richiesta del Commissariato degli Usi Civici di Trieste, con decreto Prefettizio dell’8 luglio 1940 n. 811 erano stati nominati i rappresentanti legali delle quattro frazioni. Per Casada era stato nominato Gaetano Comis Da Ronco. La sentenza di Trieste, favorevole alle frazioni, fu confermata dalla Corte d’Appello, Sezione speciale per gli Usi Civici di Roma, 17 dicembre 1943. In seguito a questa conferma Gaetano Comis Da Ronco fu nominato Commissario Prefettizio di Casada per la gestione separata dal Comune dei beni demaniali civici della frazione. Successivamente si aprirono nuove trattative che si conclusero con la convenzione 6 novembre 1947, firmata per la Regola di Casada da Gaetano Comis Da Ronco V. Presidente, che a sua volta stabiliva principalmente:

1) Di ritenere come base fondamentale per tutte le operazioni quanto era stato sanzionato nei verbali 18 gennaio 1915, 21 settembre 1934 e 23 febbraio 1939, per quanto non siano in contraddizione e con la presente convenzione;

2) Sui beni in godimento, le Amministrazioni potranno continuare le normali utilizzazioni ad eccezione dell’antiparte assegnata a San Pietro, dove dette utilizzazioni dovranno rimanere sospese fino al completamento della divisione;

3) Le utilizzazioni fatte s’intendono compensate e nessun conguaglio in denaro od in natura sarà effettuato, ad eccezione che per quelle utilizzazioni fatte su quelle porzioni di bosco che risulteranno dalla differenza di superficie attualmente in godimento a quella che verrà assegnata in proprietà definitiva con l’atto divisionale. II conguaglio in massa legnosa sarà fatto per il periodo che corre dal 1881 alla data dei rilievi.

L’esecuzione di detto accordo fu demandata ad un Collegio di Tecnici composto da: ing. Fausto De Zolt e geom. Tullio Pellizzaroli per il Comune di Santo Stefano, ingegnere Gio:Batta Cesco e geom. Gino De Villa per il Comune di San Pietro, dal dottor Giovanni Doriguzzi per i Consorti Menia, Mattea, Tosi. Il Collegio chiuse i suoi lavori preparatori presentando il 12 agosto 1954 una relazione nella quale i Tecnici dichiaravano di concordare con le carature stabilite nel verbale del 18 gennaio 1915 (carature già riportate) e di essere giunti alla definizione dei conguagli in natura tra il comune di S. Stefano e le sue Regole ed il comune di S. Pietro e le sue Regole. Nel comunicare le proprie conclusioni il Collegio dei Tecnici chiese agli Enti interessati di voler riferire:

1. “quali superfici a bosco il Comune di S. Pietro intendeva passare in proprietà al Comune di S. Stefano avendo in godimento, rispetto a quella spettategli una superficie in più di ha. 46.27.68;

2. quali superfici a pascolo il Comune di S. Stefano intendeva passare in proprietà al Comune di S. Pietro avendo in godimento, rispetto a quella spettategli una superficie in più di ha. 12.96.45;

3. eventuali proposte di permuta di conguaglio tra superficie a bosco ed a pascolo fra i Comuni di S. Stefano, di S. Pietro e dell’ex Comune di Casada;

4. eventuali proposte di conguaglio tra gli Enti delle superfici a cespugliato e ad incolto improduttive con superfici a bosco e a pascolo per semplificazioni nella divisione del cespugliato e dell’incolto;

5. eventuali proposte transitive tra i vari Enti peti quantitativi a conguaglio delle utilizzazioni boschive fatte dal 1881 in poi fra il Comune di S. Pietro e quello di S. Stefano e dell’ex Comune di Casada;

6. decisioni sulla opportunità di dividere e di mantenere -come attualmente- in comunione i Beni costituenti il “Centenaro” per provvedere con i relativi proventi alla manutenzione della strada Consorziale Ponte Cordevole e Cima Canale”.

Il 3 maggio 1948 a Roma fu approvata la legge n. 1.104 con la quale si ricostituivano le Regole della Magnifica Comunità Cadorina come Enti di diritto pubblico. Tale legge stabiliva che i loro beni immobili fossero “inalienabili, indivisibili e vincolati in perpetuo alla loro destinazione” e obbligava le Regole a presentare alla Prefettura l’elenco dei Regolieri (attualmente i Regolieri sono 97), le mappe dei “beni della Regola”, lo Statuto deliberato dall’Assemblea dei Regolieri.

La legge 25 luglio 1952 n. 991 riconobbe l’indipendenza delle Comunioni Familiari da altri enti amministrativi e la funzione privata-sodale dei beni delle Regole.

A partire dall’agosto 1954 si ebbero fra i rappresentanti delle Amministrazioni interessate più convegni nei quali furono esaminate varie proposte pratiche per attuare i conguagli secondo i dati comunicati dai Tecnici, ma senza poter arrivare ad un accordo, tanto che le Amministrazioni del Comune di Santo Stefano fecero intervenire l’aw. Odorico Larese.

La legge del 3 dicembre 1871 n. 1.102 riconobbe Enti di diritto privato le Comunioni Familiari e le dichiarò non soggette alla disciplina delle leggi degli usi civici.

Dopo varie riunioni nella seduta del 16/7/1977 si arrivò ad un accordo di accettazione di massima, (cioè ad un accordo non definitivo ma che lasciava dei margini di discussione su eventuali conguagli) per la divisione dei beni promiscui di Val Visdende calcolata in base ai rilevamenti del geometra G. Gamba ed il dott. E. Loss. Le assegnazioni riferite alle quote di riparto in ventinovesime, furono attuate secondo le seguenti carature: — Regola di S. Stefano 8/29 - Regola di Campolongo 8/29 - Regola di Costalissoio 10/29 - Regola di Casada 3/29.

 

....segue...