Pillole di storia del mese di  Settembre 2018

Dal bel libro che la prof. Anna Comis (insegnate a Pieve di Cadore) ha dedicato ai suoi genitori ed al paese di origine: Casada.
Pubblicato nel 2003

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Copiate parti che sono comuni ai nostri paesi.


Dal capitolo "Economia"    ...si legge "Casada" ma vale lo stesso per Costalissoio.

....... seguito del  capitolo pubblicato nel mese di Agosto....

 

Quando...

 

 ...fondi distavano più ore di cammino dall'abitato così le persone, per periodi più o meno lunghi, solitamente una settimana, nel mese di agosto si trasferivano vicino ai fondi da falciare e dormivano nei “barchi” sul fieno e cucinavano all’aperto. Il fieno di monte profumato e ritenuto molto energetico era gradito dalle mucche alle quali veniva dato mescolato all’altro fieno. Il fieno tagliato in montagna veniva conservato nei “barchi” o in “mede” pressando il fieno attorno ad un palo centrale formando un covone. Tale fieno veniva trasportato a valle nel periodo invernale con le “liode”, utilizzate anche per il trasporto  della legna. Per andare a recuperare il fieno era necessario partire verso le quattro del mattino, data la distanza. Completato il carico della “lioda”, il guidatore, impugnate le due prese laterali, si sedeva sul davanti della slitta poggiando la schiena sul cumulo di fieno e con i piedi puntati sulla neve doveva frenare la corsa della slitta. Prima di iniziare i tratti di discese ripide e scoscesi, venivano messi sotto i pattini della “lioda” delle catene in ferro che, facendo attrito sulla neve, ne rallentavano la corsa.

Terminata la fienagione in alto a metà settembre riprendeva la falciatura del secondo fieno “otigoi” delle vare.

Tutte le persone si dedicavano nel periodo estivo alla fienagione poiché il bestiame, salvo qualche capo che veniva tenuto in paese per il latte, era condotto all’alpeggio, dopo la festa di S. Giovanni 24 giugno. La smonticazione avveniva a Santa Croce, 14 settembre. Queste date non venivano mai cambiate se non per la permanenza od il sopraggiungere della neve. Chi aveva la possibilità o personalmente o pagando qualche persona (pastura) poteva prima e dopo l’alpeggio far pascolare i propri animali nei pascoli promiscui di Val Visdende e pernottare nella casera di Prà Marino o nella casa di Casada al di là del “roi”. Chi non aveva questa possibilità, prima e dopo l’alpeggio poteva condurre i propri animali al pascolo nelle proprietà della Regola,....... Dopo la Madonna del Rosario, la domenica d’ottobre, quando erano stati raccolti il secondo fieno ed i prodotti dei campi, era consentito pascolare anche sui prati privati.

Nei tempi passati, per condurre gli animali all’alpeggio, gli abitanti di Casada dovevano rispettare scrupolosamente il percorso d’andata e quello di ritorno stabilito nel loro Laudo7.

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