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uriosità storica.

Nasce nel maggio del 1952 il primo numero del mensile "IL COMELICO" con la direzione di A. Pellizzaroli.
Nell'articolo di presentazione: L'idea di formare questo giornale nacque una sera. Una di quelle sere d'inverno lunghe e fredde, in un caffé del centro  tra alcuni amici, centellinando un buon bicchiere di vino, di quello "Verona" buono, che ti fa fare il bis e anche il tris, dopo i quali inizia un lungo colloquio che cominciando con i problemi del capoluogo va a finire su tutti quelli dell'intera Vallata.
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direzione e amministrazione - via S.Candido- S.Stefano di Cadore
prezzo £. 35

anno 2  n.7  luglio 1953       pillole -appunti-storia dal mensile "IL COMELICO"

 

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SGUARDO A RITROSO NELLA STORIA DEL CADORE

Persone preposte all’ordinamento civile.

La creazione del "FONTEGO,, fu una istituzione che precorse le leggi sulla solidarietà sociale.
V. Puntali

Altra carica importante era il (( Comandadore » il quale doveva obbedire al «Vicario» ed a suo'< Officiali > ed a qualsiasi ora del giorno e della notte « se ricercato e tutte le volte che veniva ricercato ), doveva presentarsi e rimanere ai loro ordini, nonché quando venissero suonate le campane della Ragione, del Consiglio e dell'Arengo. ecc., egli doveva recarsi « alla Loggetta di Pieve, ed alla Salla del Conseglio, quando il Conseglio fosse ivi congregato, ed ivi stare sino a quell'ora nella quale il Signor Vicario si partirà dal Banco......

Senza invito era fatto obbligo al « Comandadore » di recarsi a Pieve una volta alla settimana e riferire le citazioni. Aveva in più il compito di prendere i pegni; però questo lo poteva fare solamente con la licenza e parola del Vicario o degli Officiali.

Altre persone elette e dipendenti dalla Comunità erano: gli «Stimadori» i quali dovevano stimare gli immobili in caso di vendita; il <Massaro », che era il cassiere della Comunità e veniva eletto dal Consiglio generale con l‘obbligo di riscuotere e conservare le Finanze. Era coadiuvato da un « Nodaro » il quale era il suo contabile.

Poi i « Canipari » ed i « Fontigari ». Questi ultimi avevano l'incarico della conservazione di un magazzino di biada e di frumento da ridursi in farina e pane da vendere ai poveri del Cadore a prezzo di acquisto. La distribuzione ai più indigenti avveniva gratuitamente. In inizio i Fontigari erano in numero di tre in tutto il territorio; successivamente vennero estesi in tutti i Centenari La creazione del «Fontego» - ci venga perdonato l'inciso - fu una istituzione di alto valore sociale e di profonda solidarietà umana. Questo venne messo in atto nel XV secolo ma precorse e superò varie leggi attuali sulla solidarietà sociale.

Nelle Regole preposto era il Marigo il quale doveva fare ogni sforzo affinchè nella Regola stessa fosse curata la tenuta degli orti delle strade, dei ponti e delle fontane, la disciplina dei pascoli e l’uso accurato del fuoco. Per tutti i lavori comuni veniva suonata la campana ed il « Marigo » aveva la facoltà di condannare tutti coloro che si astenessero di obbedire ad un suo ordine.

. Subordinati al «Marigo» vi erano un « Laudatore » che doveva visitare i confini, i danni e «per ciascheduno giudicare rimessa e posta da canto ogni parzialità ed interessatezza ... »; e due «Saltari» che erano specie di guardie di Regola sovraintendenti ai boschi, allo sconfinamento degli animali, ai pascoli, ecc.

Queste dunque le persone preposte all'ordinamento civile del Cadore alle quali era dato l'obbligo assoluto di osservare e di far osservare le leggi che dovevano disciplinare la vita di tutti i cittadini.

(continua A. COFFEN MARCOLIN